
Posted on: sabato 12 maggio 2012 | 35 commenti
Bazzicavo proprio poco fa sulla pagina facebook del sito dove ormai pubblico, come sapete, storie da più di un anno; quando vedo che l'amministratrice del sito e della pagina ha condiviso un articolo del giornale "La Repubblica" che parla proprio di questo fenomeno che negli anni sta prendendo sempre più piede in internet.
L'articolo in questione può essere letto cliccando qui.
Rimango basita per l'ignoranza che la giornalista stessa rivela nell'esprimersi a riguardo, da perfetta estranea a un modo che va ben oltre ciò che emerge dall'articolo in senso non molto positivo secondo la cara giornalista.
Articolo intriso fino al midollo di autentica superficialità verso ciò che critica. Chi di voi si interessa un pò di Manga e Anime capirà sicuramente cosa intendo leggendo il passo tratto dall'articolo.
"C' è una categoria particolarmente curiosa e assai conosciuta che sono gli Yuri e Shojo-ai: pur raccontando storie gay con protagonisti maschi, sono rivolti a un pubblico femminile. Donne che trovano eccitante il sesso tra ragazzini."
Al di la di un errata definizione del genere, in quanto lo Yuri tratta si di storie Omossessuali, ma tra donne e non come erroneamente viene scritto tra uomini, lo stesso per la dicitura Shojo - ai che indica una storia senza contenuti sessuali ma dall'argomento omosessuale.
La definizione corretta per le storie a contenuto omosessuale maschile sarebbero infatti Yaoi e Shonen - Ai, il primo corrispondente allo Yuri femminile, il secondo allo Shojo - ai femminile.
Al contrario di ciò che scrive la carissima Stancanelli, per tanto, non tutti sono a sfondo sessuale. Rivolti quindi a un pubblico di sole ragazzine arrapate, che per carità se quest'ultime trascorressero veramente così tante ore su internet a leggere questi racconti, certamente il loro uso della lingua italiana migliorerebbe a dismisura visto ciò che si legge in quanto a stupri della nostra meravigliosa lingua.
Continuiamo poi con un banalizzare il fenomeno, con una superiorità che si può, senza problemi, rispedire al mittente. E non perché mi credo chissà chi, ma non mi sembra che l'autrice dell'articolo sia vincitrice di un premio Strega.
"Queste maldestre prove letterarie, che proposte a un editore volerebbero dalla finestra in un attimo, vengono custodite in siti specializzati e divorate avidamente da quel tipo di persona che compra su eBay la chewingum masticata di Britney Spears."
Da questa frase emerge nuovamente un incomprensione del fenomeno in generale, per carità ci sono anche nel sito dove pubblico ragazzine tredicenni che provano a scrivere, senza però ottenere grandissimi risultati e senza avere la padronanza giusta della lingua, che commettono orrori che farebbero impallidire l'Accademia della Crusca, ma ben venga che i giovani di oggi abbiano un hobby che va al di la del parlare dell'ultimo vestito firmato o del ragazzo figo che hanno visto per strada al mattino mentre andavano a scuola.
Crescendo lo stile si evolve, migliora e matura. Io stessa riscriverei la maggior parte dei capitoli scritti un anno fa.
Inoltre Esbat, libro pubblicato dalla casa editrice Feltrinelli - quindi non dall'ultimo editore di provincia - dalla scrittrice Lara Manni, è nato proprio su EFP. Dove la scrittrice ha pubblicato il primo capitolo nel 2007. Aggiungo anche che molti autori di poesie sono stati pubblicati, e ricordo il libro "Niente è Come prima" edito da UR Editore che raccoglie dei racconti scritti dagli utenti del sito.
Mi ha lasciata basita poi questa affermazione:
"Talvolta, quando presento il mio ultimo libro, qualcuno mi domanda: ma Davide e Anna (i due protagonisti) stanno ancora insieme? Oppure: ma che tu sappia, il motorino gliel' ha rubato lui o no? Ero abituata a rispondere: e io che ne so? Davide e Anna non esistono."
Io credo, prima come lettrice e poi come scrittrice a tempo perso, che se un autore parla in questo modo dei propri personaggi, allora non si può definire tale.
Mi chiedo come fa a far interagire dei personaggi che non esistono, come fa a definirne il carattere, le movenze, i più piccoli particolari che li riguardano, se questi come ha detto non esistono.
Ho inventato un paio di personaggi nella serie che sto scrivendo da un anno, e li sento miei. Quasi reali nella mia testa, ci sono affezionata. Per dar vita a dei personaggi bisogna immaginarli, anche molto al di la di ciò che concerne la pura stesura del libro.
Io non mi ritengo una scrittrice eccezionale, non lo farei mai, ma come lettrice invece la cosa mi fa rabbrividire. E' interessante che i giornali tentino - o fingano di tentare - di interessarsi a un mondo in continua crescita, come quello delle fanfiction, che sta spopolando non più solo su internet, ma che sta riuscendo a farsi valere anche nel mondo dell'editoria
In conclusione direi proprio che prima di redigere un articolo argomentativo/espositivo bisogna conoscere ciò di cui si sta parlando. E non sparare a zero senza nemmeno una breve ricerca su internet per vedere cosa significano realmente termini come quelli da me spiegati in breve sopra che, per altro, non sono gli unici che definiscono alcune tipologie di storie comprese in questo grande mare.Se vuoi criticare, critica con informazioni corrette, dopo una buona ricerca, magari dopo aver parlato, chiesto in giro. Va bene il punto di vista esterno, anzi è ottimo, ma se fatto bene, non con prosciutto sugli occhi
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Il mio nome è Cristina. Ma i miei amici mi chiamano Cri. Ho 22 anni. E scrivo da Genova e provincia. Una regola solamente da rispettare nel mio blog: rispetto, se rispettate me io rispetterò voi.
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