I came back
Posted on: domenica 18 novembre 2012 | 0 commenti



La sveglia alle 4.30 di Giovedì mattina è stata al quanto traumatica, ma è stata necessaria perché l'appuntamento era alle 5.30 in Piazza della Vittoria in fronte alle Caravelle. Ho ospitato una mia compagna da mia nonna poiché abitando da Savona, a due ore di treno da Genova non riusciva fisicamente a farsi trovare così presto nel punto di ritrovo.
Roberto mi ha fatto una bellissima sorpresa, doveva portarci lui a prendere l'autobus, perché si era imputato che se mio zio non poteva era troppo pericoloso prendere  le corriere da sole a quell'ora.
Alla fine è venuto a prenderci mio zio, e dando un'occhiata a facebook dal cellulare appena sveglia ho visto che Roby alle 2.30 era ancora sveglio, così ho capito che non riusciva, purtroppo, a venirmi a salutare come forse doveva fare.
Arrivate in Piazza della Vittoria abbiamo già trovato parte del nostro gruppo, e man mano che le 5.30 si avvicinavano, questo diveniva sempre più folto. E' arrivata anche una nostra amica, e ci siamo messe a chiacchierare in attesa dell'arrivo del pullman.
Ad un certo punto sento vibrare il cellulare, il che a quell'ora era decisamente strano, e con una bella sorpresa scopro che è Roby a chiamarmi.  Era dall'altra parte della strada, mi ha portato la focaccia ancora tiepida per farmi fare colazione, oltre a farmi la sorpresa nel venirmi a salutare, senza aver tra le altre cose chiuso occhio .Il viaggio è durato circa 4h e 40minuti, passate velocemente tra una dormita e l'altra, siamo arrivati a Tronchetto alle 11.30. In piazzale Roma intorno alle 11.55 e da li ognuno ha potuto raggiungere il proprio albergo, con un unico obbligo: alle 12.15 dovevamo essere all'ingresso ai Giardini per vedere la prima parte della biennale.
 Ora non so voi se avete presente Venezia, sembra essere un autentico labirinto tra Calle, Fondamenta, canali, ponti. Insomma, non proprio una città facile da visitare per chi non è del posto. Così io e Francesca munite di cartina, ci siamo fatte coraggio e con non poca fatica a portare i trolley su e giù dai ponti siamo riuscite a trovare il nostro albergo. Un occhio all'orologio, e abbiamo scoperto che erano le 12.40 e che eravamo in fottutissimo ritardo.
Abbiamo insomma fatto una corsa attraversando metà città per raggiungere la Biennale, scoppiando di caldo.
Siamo entrati alla biennale verso le 13, devo dire che tra tutti i padiglioni visitati mi ha colpito molto quello del Giappone. Dove venivano presentati i progetti presentati per la ricostruzione delle abitazioni dopo il maremoto del 2011. Il padiglione Russo è stato bello dal punto di vista scenografico: la parete tappezzata di QR  code faceva un bellissimo effetto, ma in realtà c'era poco da vedere e da analizzare. Il padiglione italiano, invece mi è piaciuto molto, molto vario e c'erano un sacco di plastici bellissimi.
All'uscita dai Giardini della Biennale siamo state accolte dal tramonto che vedete nella foto qua sopra, incredibile quanto possa essere bella la natura,  ti sa sorprendere quando meno te lo aspetti.

Giovedì invece la giornata è stata dedicata a vedere la parte della Biennale in esposizione all'arsenale, siamo entrati dentro alle 10.00 del mattino e siamo usciti alle 18.00 quando ha chiuso. Alle 16.30 abbiamo fatto una specie di conferenza con il prof. in modo da esporre le nostre impressioni, negative e positive, sia riguardo alla città sia riguardo alla Biennale. Prima di andare via uno che si occupava della sezione educativa ha chiesto se poteva farci una foto di gruppo da pubblicare se non erro sul loro blog, ma ancora ho controllato e la foto non è apparsa, probabilmente ho capito male io e verrà pubblicata su qualche giornale di Venezia non lo so. Spero sia presente in rete sul sito della Mostra, nel caso la posterò più avanti.
All'uscita dalla Mostra mi sono fermata a prendere qualcosa come ricordo, per me ho preso un braccialetto in vetro di murano, per mia mamma e Roby due mascherine da appendere mentre per una mia amica che sapeva che andavo un paio di orecchini.
Venerdì mattina avevamo la partenza alle 12.30 a Tronchetto, ma gli assistenti se la sono presa comoda e alla fine siamo partiti  alle 13.00 , io e Fra siamo arrivate un bel pò in anticipo a Piazzale Roma in modo tale che io potessi vedere da vicino il Ponte di Calatrava, detto della "Costituzione", a mio parere bellissimo anche se forse con la gradinata per salire un pò scomoda, mi ricorda troppo le scalinate della mia facoltà. Ma vedere dal vivo una delle opere di Santiago ha confermato quello che penso di lui. Il Ponte è moderno, ma si integra alla perfezione con l'ambiente veneziano.
Il viaggio è durato la bellezza di sei ore, sono arrivata a Genova che erano circa le 19, stanchissima. Ieri sera ho dormito da Roby, e mi ha riportata a casa da mia nonna alle 19.00 di stasera circa.
Per il riassunto della tesina su Venezia vi rimando al prossimo post, questo mi sembra già abbastanza lungo così.

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Il mio nome è Cristina. Ma i miei amici mi chiamano Cri. Ho 22 anni. E scrivo da Genova e provincia. Una regola solamente da rispettare nel mio blog: rispetto, se rispettate me io rispetterò voi.

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