Posted on: sabato 28 dicembre 2013 | 0 commenti
Anche se un pò in ritardo eccomi a raccontare il mio Natale. A dire la verità non è stato niente di particolarmente speciale. Avrei voluto tanto salire su a Casella da mio zio e mia zia per passare il Natale con loro insieme a mia nonna, per passarlo un pò tutti insieme senza deprimersi troppo o tristezze varie. Ma mia nonna ha deciso categoricamente che non ci sarebbe andata, perché non aveva voglia di passarlo in mezzo all'allegria, cosa che si può benissimo capire. Anzi capisco il 100% il suo stato d'animo quest'anno. Il fatto e che, per fare compagnia a lei a casa nostra, non sono potuta andarci anche io. Il che un pò mi ha fatta diventare un pò triste. Più che altro perché, io la situazione l'ho affrontata diversamente fin dal primo giorno, sono introversa e come tale difficilmente esprimo le cose che sento, sia nel bene ma anche nel male. Il punto è proprio questo: secondo me i miei pensano, avendomi vista piangere solo una volta in tutti sti mesi, che io sia più forte di quanto in realtà sono.
Sabato 21 sono andata a casa di mia nonna qua a Rapallo per aiutarla a fare i "Calsuncelli" ovvero dei ravioli fritti, con dentro fichi secchi, miele e cioccolato. Tipici del paese in provincia di Foggia da cui proveniva mio nonno, glieli avevo chiesti a Giugno e si è ricordata. Abbiamo così passato il pomeriggio a fare questi dolcetti, e con la pasta avanzata ha fatto una specie di chiacchiere alla cannella, e vi devo dire la verità: mi sono piaciute molto di più che quelle normali fatte solo di pasta frolla o simili.
Lunedì invece ho fatto io i biscotti di Natale, a forma di alberelli e stelline, unendo burro, tuorli, farina e zucchero per andare a formare la classica pasta frolla che viene usata di base per la crostata. Mia mamma era convintissima che erano troppi, e che sarebbero andati buttati: a distanza di cinque giorni sono praticamente finiti.
A Natale mia mamma lavorava, ma è riuscita a staccare dal lavoro alle 14.30 e quindi l'abbiamo aspettata per mangiare, e abbiamo mangiato solo noi quattro ( io, lei, papà e mia nonna) e la quantità di cibo era per 10 persone almeno: antipasto, lasagne, cima, arrosto, Calsuncelli, Biscotti di Natale. Abbiamo finito di mangiare che erano quasi le 17 del pomeriggio. Poi mia mamma è dovuta tornare a lavoro per fare il turno alla sera, e alle 22.00 quando è tornata ho assaggiato la gallina bollita con la mostarda, devo dire che la mostarda non mi dispiace, anche se non ho mangiato la frutta ma solo la parte liquida. Il contrasto tra dolce e piccante mi piace particolarmente.
Il 26 lo abbiamo passato sempre a casa da noi, ma si è unita anche mia nonna di Genova, dovevano venire i miei zii da Casella ma mia zia aveva un accenno di febbre e quindi loro purtroppo non sono potuti venire. Alla fine della giornata io, papà e mia nonna abbiamo giocato a scala quaranta. Era un sacco di tempo che non ci giocavo, e me lo aveva insegnato proprio mio nonno.
Regali? Ne ho ricevuti abbastanza, essendo a corto di risorse economiche ho apprezzato i 350 euro raccolti in così pochi giorni ( grazie alle due nonne e ai miei), e che almeno per un pò mi fanno stare tranquilla senza chiedere ai miei di darmeli quanto torno a Genova. Non che io sia spendacciona: anzi! Ma mi scoccia sempre chiedere, e vorrei essere un pò indipendente da quel punto di vista li. Oltre ai 350 euro ho ricevuto una borsa da mia mamma, un lupetto e un maglione da sovrapporre da parte di mia nonna materna, mia nonna paterna come scritto sopra ha contribuito a quella che chiamo "tredicesima" mentre mio zio paterno mi ha dato un acconto del suo regalo: una confezione regalo dell'acquolina con bagnoschiuma, crema per il corpo e profumo allo zucchero a velo. Molto buona, anche se non vedo l'ora di avere la giacca che ho già provato ma che mi stava piccola e che quindi deve cambiare.
Ieri che era il 27 invece sono stata di nuovo sulle alture, sempre in compagnia del mio amico di cui sono andata a vedere il saggio il 26 Giugno, che è stato miracolato sul lavoro e ha ricevuto un giorno di festa ( lavora come cuoco/pasticcere in un ristorante, per cui traete voi le conclusioni rispetto al periodo dell'anno in cui siamo) che non so nemmeno se continuarlo a chiamare amico oppure qualcosa di più ( ma approfondirò la cosa in seguito, su un altro post) è stata una bella giornata e ho colto l'occasione di scattare alcune foto della natura ligure, le migliori raggiungibili ai link ( foto 1 - foto 2 - foto 3 ). La prima fa vedere Genova vista dalle alture, da Ponente guardando verso Levante, e la lingua di terra lontana è la montagna dietro la quale c'è Rapallo e l'ho scattata lungo la strada per salire al Passo. Le altre due invece sono scattate in cima al Passo del Faiallo. Anche se chi mi ha su FB le può trovare tutte nell'album a cui appartengono, insieme a tante altre foto che riguardano l'entroterra ligure e, al massimo, il basso Piemonte ( Ovada e dintorni). Prima di salire su siamo passati da Masone, il paese di origine di mia nonna materna e le ho comprato dei biscotti che fanno li. Stata una bella giornata, e ieri sera ero felice, molto più della media di questi ultimi giorni.
Etichette: Frammenti di vita ♥, Natale 2013 ♥, Regali ♥

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Il mio nome è Cristina. Ma i miei amici mi chiamano Cri. Ho 22 anni. E scrivo da Genova e provincia. Una regola solamente da rispettare nel mio blog: rispetto, se rispettate me io rispetterò voi.
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